Lettera di inizio anno 2026 — Cognard Hanshi

Con questa lettera desidero rivolgermi a tutti coloro che hanno deciso di impegnarsi nell’insegnamento. Scegliere di trasmettere un messaggio di pace ed armonia nel nostro mondo richiede un certo coraggio, e tengo a esprimervi tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine.

Divenire ciò che altri saranno lieti di chiamare con il termine “Sensei” richiede abnegazione e generosità. Per voi che avete scelto di insegnare l’Aikido di Kobayashi Sensei, questo inizio autunnale dei corsi deve costituire motivo di gioia.

Gioiamo infatti del privilegio di conoscere la portata delle tecniche rigeneranti delle nostre discipline, l’Aikido e l’Aikishintaiso, e siamo entusiasti all’idea delle nuove relazioni che potremo creare.

La dinamica del rientro è l’incontro tra persone nuove, portatrici di progetti diversi, e gli ‘anziani’, i quali mettono a frutto la propria esperienza per accoglierle. È altresì l’incontro tra l’insegnante e l’aspirante allievo, un incontro ricco di promesse e di impegni reciproci.

L’etica dell’insegnante nella scuola di Aikido

Vorrei rammentare alcuni punti essenziali che costituiscono le basi dell’etica dell’insegnante nella nostra scuola di Aikido.

Il Maestro Kobayashi poneva al primo posto questo principio: l’Aikido deve rendere liberi. Se non riuscite a immaginare, senza esserne turbati, che un allievo vi possa lasciare, non siete pronti per insegnare. Le persone vengono liberamente e devono poter lasciarvi liberamente.

In questa prospettiva comprendiamo la ragione per cui dobbiamo creare legami che rispondano alle esigenze di un’etichetta che stabilisca distanze giuste, vale a dire distanze che consentano relazioni equilibrate, che lascino liberi gli uni dagli altri.

Dobbiamo inoltre applicare a noi stessi un principio che può essere sintetizzato in questi termini: nessuno ha il diritto di dire ciò che un altro deve essere o deve diventare. Il mito dello sviluppo personale pervade la nostra società e pertanto anche i nostri dojo. Non dobbiamo lasciare che si sviluppino illusioni che possono trasformarsi in delusione, e la cui radice risiede nella fede nei superpoteri dell’insegnante o della pratica stessa. L’allievo che nutre dei dubbi non è il più difficile da guidare. Viceversa è colui che vuole affidare nelle vostre mani il potere su di sé a trovarsi in pericolo e a mettervi in pericolo se non sapete bilanciare il rapporto, definendone in particolare i confini in modo nitido.

Insegnare Aikido in un mondo alla ricerca di senso

Il nostro mondo è caratterizzato dalla violenza e dalla conseguente frenetica ricerca di identità. All’inizio della mia carriera di insegnante erano in molti a venire per imparare a difendersi. La bellezza e la complessità dell’Aikido sono tali che non era difficile condurli verso un percorso pacifico che privilegiasse l’armonia in ogni cosa. Abbandonavano facilmente il desiderio di combattere e le paure che lo avevano suscitato. Oggi le motivazioni sono molto più varie e spesso del tutto inconsce, e il desiderio di esoterismo, di tecniche magiche, di superpoteri può trovare in quella stessa bellezza e complessità del nostro Aikido un terreno fertile per svilupparsi. Senza tornare ad un Aikido di autodifesa, siate pragmatici. “Non lasciatevi trascinare” in un discorso mistico-filosofico che, vostro malgrado, lasci intendere una promessa che non siete in grado di mantenere e che non dovete fare. Non dobbiamo infatti mai dubitare, né lasciare che si dubiti, del fatto che i Budo sono innanzitutto un lavoro di ‘autoeducazione’, e che attraverso la pratica “è l’allievo stesso che si eleverà”. Il vostro ruolo, ben modesto, consiste innanzitutto nell’evitare che l’allievo commetta errori di interpretazione, in particolare con il demistificare il nostro lavoro ogni qual volta ne avrete l’opportunità, senza venire però a sopprimerne i sogni.

L’inaugurazione del dojo di Kumatori, in Giappone

L’inizio dei corsi quest’anno è segnato dall’inaugurazione del dojo di Kumatori, nella periferia sud di Osaka.

Dopo aver consultato vari pareri di esperti, ho deciso di chiamarlo ufficialmente Bansho Chôwa Aikidojo, che può si può tradurre con “Dojo dell’armonia in ogni cosa”. (Nell’immagine vedete l’insegna che segnala la presenza del dojo). Con il tempo e la consuetudine questo nome verrà molto probabilmente semplificato, come avviene per l’Hombu Dojo. Poco importa. Il nome rimarrà e esprime abbastanza chiaramente il nostro progetto, che riassumerò con questa semplice frase: il nostro Aikido dimostra che, contrariamente alla violenza, l’armonia è efficace.

Insegna del Bansho Chôwa Aikidojo – dojo di Kumatori

L’inaugurazione di questa struttura avrà luogo il 21 novembre alla presenza di personalità di rilievo in rappresentanza dei governi giapponese e francese.

Il 22 seguirà una giornata a porte aperte dedicata alla popolazione locale.

Gli stage di Aikishintaiso e di Aikiken

Prima dell’inaugurazione si terrà il primo stage di Aikishintaiso. È aperto a tutti ed è ancora possibile iscriversi. Dopo l’inaugurazione si terrà uno stage di Aikiken. Se desiderate partecipare, iscrivetevi al più presto. Per entrambi i corsi, l’iscrizione si effettua inviando un messaggio a aa************@****do.fr in cui comunicate il vostro proposito di partecipare. Successivamente vi saranno inviate le istruzioni.

Entrate a far parte di coloro che potranno dire: “C’ero anch’io”! Vi aspetto numerosi!

Una prima storica: 3AKH si insedia in Giappone

La fondazione di 3AKH ha rappresentato una prima assoluta nella storia dell’Aikido. Equivaleva ad affermare che una scuola dedicata ad uno stile specifico di Aikido potesse esistere in un mondo in cui l’uniformazione era già la regola e dove la ‘sportivizzazione’ aveva iniziato a minarne le fondamenta. Ribadire ciò in Giappone, basandosi sulle specificità dell’Aikido di Kobayashi Sensei al fine di legittimarlo, costituirà del pari una prima assoluta. Era da molto tempo che nessun Ryu creava un dojo in Giappone. È pertanto un momento molto significativo e commovente concretizzare la creazione di 3AKH Giappone con l’apertura di questo dojo. Abbiamo dedicato un dojo in Francia all’Aikido di Kobayashi Sensei. Ora ne regaleremo uno nel suo paese natale. È un giusto contraccambio. Così facendo rispondo alla richiesta esplicita e ripetuta più volte da Sensei: «Vada a insegnare il mio Aikido in Giappone, altrimenti lì scomparirà». Far vivere il suo Aikido significa far vivere lui stesso ed esprimergli ancora rispetto e gratitudine. Quindi, lo ripeto, vi aspetto numerosi!

Diventare membri di Accademia Autonoma di Aikido Giappone (DNKHA)

La nostra associazione giapponese Dai Nippon Kobayashi Hirokazu Aikido Shinko Kiko (DNKHA) è stata riconosciuta come Ippan Shadan Hojin, ovvero “associazione generale costituita come persona giuridica”, e ha ufficializzato come secondo nome Accademia Autonoma di Aikido Giappone. Sono copresidente di questa associazione, che è ufficialmente affiliata a 3AKH. Diversi membri del comitato direttivo di 3AKH entreranno a far parte di quello di DNKHA.

Se lo desiderate, potete diventare fin d’ora membri della nostra seconda Accademia mediante il seguente link: Iscrizione a DNKHA

In questo modo contribuirete allo sviluppo dell’Aikido Kobayashi in Giappone, e di ciò vi sono grato. Più rafforzeremo la nostra presenza in Giappone, più garantiremo la continuità della nostra scuola.

Statua in bronzo incisa con un pentagramma, santuario Seimei, Kyoto.
Pentagramma di Abe no Seimei

Un buon inizio dei corsi a tutti

Vi auguro un eccellente inizio dei corsi, con tanti studenti, grande successo e numerose scoperte nella vostra attività didattica.

Vi aspetto a Londra, a Lione, a Stettino, alla EFE, a Vienna, alla IAT e, naturalmente, a Kumatori.

Cognard Hanshi

 

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